La cucina raccontail territorio.
Il cibo racconta un luogo. Il vino lo rende indimenticabile. Cinque degustazioni accompagnano il pubblico alla scoperta delle quattro province abruzzesi.

L'Abruzzo nel piatto.
Ricette nate dalla cucina familiare, contadina e pastorale, reinterpretate in una forma moderna, conviviale e contemporanea. Il percorso parte dalla biodiversità agraria regionale e arriva al piatto, mettendo in relazione prodotti, paesaggi, comunità e saperi.
Ogni assaggio custodisce una storia gastronomica e incontra un vino abruzzese scelto per accompagnarne i sapori. Questo non è un menù: è un percorso.

Giovedì 15 ottobre
Provincia di Pescara
Pallotte cace e ove
con crema di Pecorino di Farindola e tartufo d'Abruzzo
La cucina del recupero diventa identità
Il piatto e il territorio
Uno dei simboli più riconoscibili della cucina popolare abruzzese, radicato nella tradizione contadina dell'area pescarese: pane raffermo, uova e formaggio trasformati in un piatto ricco, nutriente e festoso. Una ricetta che racconta il valore del recupero, il rispetto per il cibo e la cultura della condivisione.
Prodotti identitari
Pane raffermo, uova, pecorino di Farindola, prezzemolo, tartufo abruzzese e olio extravergine d'oliva.
La degustazione
Le pallotte vengono dorate e servite in monoporzione su una crema di pecorino, completata da scaglie di tartufo.

Venerdì 16 ottobre
Provincia di Teramo
Timballo alla teramana
a strati di scrippelle
Il piatto della festa incontra lo street food
Il piatto e il territorio
Il piatto delle grandi occasioni della provincia di Teramo: sottilissime scrippelle disposte a strati e alternate a un ripieno ricco. Ogni famiglia ne custodisce una propria versione: più che una ricetta, un rito familiare.
Prodotti identitari
Scrippelle, sugo al pomodoro, piccole polpettine di carne, mozzarella.
La degustazione
Servito in piccoli quadrotti, conserva la struttura e la ricchezza della preparazione tradizionale nella dimensione conviviale dello street food.

Venerdì 16 ottobre
Provincia di Chieti
Pecora & Rosetta
carne di pecora, pomodoro a pera di Francavilla, Pecorino di Farindola, cipolla bianca di Fara Filiorum Petri e rucola selvatica in una rosetta friabile
La tradizione cambia forma, non carattere
Il piatto e il territorio
La pecora è l'animale simbolo dell'Abruzzo, sinonimo di transumanza. Qui la cultura pastorale prende una forma contemporanea, pensata per essere gustata anche passeggiando, insieme all'anima orticola della regione.
Prodotti identitari
Carne di pecora, Pecorino di Farindola, pomodoro a pera di Francavilla, cipolla bianca di Fara Filiorum Petri e rucola selvatica.
La degustazione
Un boccone intenso e conviviale che unisce la cultura pastorale alle produzioni degli orti abruzzesi.

Sabato 17 ottobre
Provincia di L'Aquila
Zuppetta di ceci di Navelli
e Zafferano dell'Aquila DOP
Un omaggio all'Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026
Il piatto e il territorio
Due prodotti dello stesso paesaggio agricolo, l'Altopiano di Navelli: i ceci dei terreni montani, aridi e pietrosi, e lo Zafferano dell'Aquila DOP, raccolto a mano all'alba e tra le eccellenze più preziose dell'agricoltura abruzzese.
Prodotti identitari
Ceci di Navelli, Zafferano dell'Aquila DOP, olio extravergine d'oliva, erbe aromatiche e ortaggi.
La degustazione
Una piccola porzione calda in cui la consistenza dei ceci incontra le note aromatiche dello zafferano.

Domenica 18 ottobre
Provincia di Chieti
Pepentune e ove
con pizza di granturco
Il sapore dello sdijuno contadino
Il piatto e il territorio
Peperoni e uova della cucina quotidiana delle campagne, con il Peperone Dolce di Altino «a cocce capammonte» e la pizza di granturco: il pasto robusto di metà mattina che restituiva energia dopo le prime ore nei campi.
Prodotti identitari
Peperone Dolce di Altino, uova, farina di granturco, olio extravergine d'oliva e sale.
La degustazione
Peperoni e uova come farcitura di una piccola stozza di pizza di granturco: un assaggio rustico e autentico.
Biodiversità abruzzese.
Paesaggio tra mare, collina e montagna, pratiche agricole tramandate, micro-produzioni e stagionalità reale. Non è solo tradizione: è innovazione che parte dalla memoria.
- Grano antico di Solina
- Peperone dolce di Altino
- Zafferano dell'Aquila DOP
- Fagiolo Tondino del Tavo
- Carciofo Mazzaferrata di Cupello
- Capra teramana
- Tartufo d'Abruzzo
- Pecora
- Cipolla bianca piatta di Fara Filiorum Petri
- Pecorino di Farindola
- Ceci di Navelli
- Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio
Il territorio nel calice.
Dietro ogni vino ci sono un paesaggio, il lavoro di chi coltiva la terra e i saperi di chi trasforma l'uva. Il calice completa il racconto del piatto e invita a scoprire le comunità e le filiere che danno vita a ogni degustazione.
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